Oman con sorpresa

Oggi ce la siamo presa un po’ comoda. Alle 8:00 partiamo dall’albergo di Dubai ma dobbiamo ancora fare la spesa. Mi faccio prendere la mano e pensando alla cambusa semivuota dì Giuditta alla fine prendo un sacco di roba. Ora però sono contento.

Va a finire che partiamo alla 9:00.

Siamo quasi al confine con l’Oman quando il motore di Giuditta improvvisamente si spegne. Non riesco neanche più a sterzare ma per fortuna riesco a fermarmi al centro di uno svincolo dell’autostrada. Non é il posto più sicuro ma non avevo altra scelta. Penso subito al gasolio. Che sia rimasto vuoto il serbatoio? Non ero in riserva ma comunque controllo e con la pompetta provo a pompare carburante. Era durissima, segno che non era quello il problema. Mi accorgo allora che il pedale dell’acceleratore era un po’ “mollo”. Smonto, dall’interno dell’abitacolo, la copertura che da l’accesso al motore e scopro che l’asta dell’acceleratore si è sfilata dalla sua sede. Dopo un po’ di tentativi riesco a rimetterla a posto. Risalterà altre tre volte durante il viaggio.

In ogni caso arriviamo al confine. Uscire dall’EAU facile, basta pagare. Entrare in Oman, facilissimo e non abbiamo neanche pagato nulla (il visto lo avevamo già preso on line). Ci hanno però compilato il carnet de passage (non credevamo fosse necessario ma per fortuna ce lo avevamo con noi).

Sosta caffè al primo distributore dove troviamo gente cordialissima. Un omanita che vuole farsi la foto con noi e un marocchino che parla perfettamente l’italiano perché vive a Perugia.

Ci piace proprio l’Oman. Alla prima cittadina riusciamo anche a farci la Sim locale.

Arriviamo al forte di Bahla che ormai è buio. Lo visiteremo domani.

Dopo una bella cenetta a base di mortadella e formaggio italiani riparazione di Giuditta alla africana: fascette e fil di ferro. Speriamo che tenga.

A domani.

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